- Asia Centrale

Pamir
Con Eleonora Sacco, Manuel Mezzadra
Price2590€
- 13 giorniBedrooms
- 7-13 PartecipantiBathrooms
*nelle nostre destinazioni a volte, in zone rurali, la sistemazione potrebbe essere in stanza multipla e/o con bagno condiviso all’interno del gruppo.
La Mongolia è un Paese profondamente immaginifico ma che richiede molti sacrifici – i climi estremi, il cibo semplice, i ritmi intensi, i moltissimi chilometri macinati su strade accidentate e i pochi comfort. Ripagherà con incontri leggendari, atmosfere eterne e paesaggi sconfinati che vi sembrerà d’essere i primi a calpestare. La Mongolia è un luogo interiore dove ci soffermeremo un po’, senza calpestarlo troppo a lungo perché l’erba ricresca dopo il nostro passaggio, come una ger coi suoi cavalli accarezzano le steppe. Ogni estate, da migliaia di anni.
Questo itinerario è un’esplorazione insolita della Mongolia centrale, con mezzi sovietici UAZ 4×4 e una tratta in treno lungo il tracciato della Transmongolica. A ispirarlo sono le atmosfere del viaggio che Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I. fecero in Mongolia nel 1996, sfociando tra gli altri nel leggendario album Tabula Rasa Elettrificata, uscito l’1 settembre 1997.
«Raccontami Ongii che scorri
Incessante preghiera che mormora al cielo»
– Ongii, in Tabula rasa elettrificata, Consorzio Suonatori Indipendenti (C.S.I.), 1997
Lunghe incursioni in 4×4, tra pigre cittadine di provincia e remoti accampamenti di ger, ci porteranno dalle cattedrali di pietra al limitare del deserto del Gobi fino alle piane industriali degli anni del socialismo delle steppe, tra mosaici e città pianificate dell’era della Repubblica Popolare Mongola, uno stato in tutto e per tutto allineato all’URSS pur non avendone de iure mai fatto parte. Schiacciata tra Siberia e Cina, la Mongolia contemporanea si fa strada tra importanti sfide sociali ed ecologiche, riscrivendo la propria identità post-socialista all’insegna della rinascita di spiritualità e tradizioni millenarie.
Oscillando tra l’aria densa di silenzi e l’eco dei gong dei suoi monasteri buddisti, sospesi tra la Mongolia reale e immaginata, questo viaggio è tanto un’avventura quanto un sogno. La visiteremo nel periodo di alta stagione del naadam, una festività mongola di mezza estate diffusa in tutto il Paese caratterizzata da giochi tradizionali e considerata la seconda olimpiade più antica al mondo, databile a circa tremila anni fa.
La Mongolia conosce già il turismo ma ha infrastrutture ancora molto spartane: il nostro è un viaggio avventuroso che richiede un grande spirito di adattamento.
L’itinerario del nostro tour in Mongolia segue un giro antiorario a raggiera con centro Ulaanbaatar, evitando le zone più turistiche. Inizieremo con un’esplorazione del bacino industriale del nord, ricchissimo di patrimonio socialista, dove la Mongolia si confonde con le atmosfere della vicina Repubblica di Buriazia, alternando distese di condomini sovietici ugsarmal a mistici monasteri buddisti dall’architettura manciù. Scenderemo poi progressivamente verso sud-est e ancora verso sud, allontanandoci dai grandi centri abitati, per abbracciare l’infinità delle steppe mongole, delle sabbie e dei deserti.
Percorreremo una tratta in treno della leggendaria ferrovia Transmongolica e continueremo l’esplorazione attraverso le distese erbose sconfinate del Medio Gobi, paesaggi lunari e formazioni rocciose tra le più spettacolari dell’intera Mongolia. Quei paesaggi sconfinati sono la quintessenza della cultura mongola, che evolve rimanendo uguale a se stessa abitando questi spazi da migliaia di anni. Dopo un lungo rientro a Ulaanbaatar, dedicheremo un’ultima giornata alla capitale e alle sue sconfinate distese di quartieri-ger ai confini della città, che esploreremo con una ONG locale. È forse questa la Mongolia più (duramente) reale: lo stile di vita nomade che si sedentarizza nei sobborghi urbani di una metropoli e in cui vive oltre il 60% della popolazione di Ulaanbaatar.

Manuel Mezzadra, di formazione linguista, antropologo e operatore umanitario, lavora come consulente nel settore della cooperazione internazionale.
Nel tempo libero si diletta a viaggiare il mondo, fotografare edifici brutalisti, curare una foresta di piante da appartamento e cucinare i piatti più improbabili. Dal 2016 ha trovato un seconda casa in Medio Oriente, dove ha studiato e attualmente vive e lavora. Appassionato di tutto ciò che è affine al mondo arabo-islamico e a quello persiano, ne scrive sul giornale online Lo Spiegone con cui collabora dal 2020. Oltre all’inglese parla arabo, persiano e farfuglia qualcosa in russo.
Incontro all’aeroporto internazionale Chinggis Khaan e trasferimento dall’aeroporto a Ulaanbaatar incluso per il volo da noi consigliato.
Intera giornata dedicata al patrimonio socialista di Ulaanbaatar, il cui nome significava eroe rosso ai tempi in cui la Repubblica Popolare Mongola era uno stato satellite allineato all’URSS.
Scandaglieremo la capitale mongola come da dentro un album dei C.S.I., dedicandoci ai suoi gioielli modernisti che in pochi conoscono e che ancora resistono tra i condomini multipiano di nuova costruzione. Ulaanbaatar vi sorprenderà, tra hotel sovietici, bassorilievi rivoluzionari dell’ex Museo Lenin, colonnati in stile staliniano dell’Università Nazionale della Mongolia e la consueta quota di monumenti e spettacolari mosaici dedicati alla storia socialista della Mongolia.
Notte a Ulaanbaatar.
Partenza per la stazione dei treni di Ulaanbaatar, dove saliremo su un treno diretto a Darkhan, una città pianificata archetipicamente socialista costruita con ampia assistenza economica da parte del Comecon.
Darkhan è, insieme a Erdenet, una città industriale costruita con il supporto internazionale del Comecon e un volto completamente sconosciuto della Mongolia. In mezzo alle steppe mongole, nel 1961 la Polonia costruì fabbriche tessili e edili, nel 1974 l’Ungheria finanziò una fabbrica di processazione della carne. È a Darkhan che fu costruito il primo condominio di 16 piani, il più alto del paese. Oltre a fabbriche e condomini, Darkhan è anche piena di splendidi mosaici socialisti.
Tappa di rito anche al Kharagiin Khiid, un monastero buddista situato nel quartiere più antico della città.
Notte a Darkhan.
Partenza verso ovest per Erdenet, la seconda città più grande del Paese, capitale dell’aimag di Orkhon e importante centro dell’industria mineraria mongola.
Sulla strada per Erdenet faremo una deviazione verso il famoso monastero di Amarbayasgalant, un luogo di culto di grande suggestione e patrimonio UNESCO. Fu fondato tra il 1727 e il 1737, parzialmente distrutto per ordine del rivoluzionario rosso mongolo e leader dell’MPR Khorloogiin Choibalsan nel 1937 e infine ricostruito dopo il 1975.
Negli anni ’50, nei pressi della città fu scoperto uno dei più grandi giacimenti di rame al mondo: nel 1974 fu costruita Erdenet, che in mongolo significa tesoro. Andremo a caccia di mosaici e monumenti sovietici nella città che ospita tra le più grandi miniere di rame al mondo.
A metà degli anni ’80, più del 50% degli abitanti di Erdenet erano sovietici e lavoravano come ingegneri o minatori.
Notte a Erdenet.
Da Erdenet ci sposteremo finalmente a sud, lasciandoci alle spalle il bacino industriale mongolo e dirigendoci alla riserva Naturale di Khogno Khan, che ospita una straordinaria duna di sabbia chiamata Elsen Tasarkhai.
Elsen Tasarkhai fa parte delle grandi dune di sabbia della Mongolia e si estende per circa 80 km. Lo scenario è una perfetta e insolita combinazione di deserto, montagne all’orizzonte, torrenti e prati verdi.
Una delle principali attrazioni di quest’area è il monastero di Uvgun, costruito nel XVII secolo da San Zanabazar, che fu un grande scultore e il più grande rappresentante del buddismo in Mongolia.
Notte nella Riserva Naturale di Khogno Khan.
Continuiamo la pausa dal fil rouge sovietico del nostro viaggio per due giorni di esplorazione nella Valle dell’Orkhon, un vero giardino dell’Eden fatto di prati ondulati, dolci pendii, ruscelli e boschi di conifere.
Notte nella valle dell’Orkhon.
La valle dell’Orkhon è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità in quanto incarna lo sviluppo di tradizioni pastorali nomadi che abbracciano più di due millenni. Non c’è luogo migliore in Mongolia per immergersi nella cultura locale mentre si galoppa nella bellezza abbacinante dei suoi paesaggi.
Notte nella valle dell’Orkhon.
Dopo due giorni in un idillio mongolo, lasceremo la valle dell’Orkhon per la tranquilla città di provincia di Kharkhorin: dall’aspetto attuale della città non si direbbe, ma un tempo era la capitale del grande impero mongolo sotto Ogedei Khan.
Una volta arrivati a Kharkhorin, visiteremo Erdene Zuu, antico e venerato monastero della Mongolia. Anche nella culla dell’impero mongolo però si nasconde qualche gemma socialista incredibile, che andremo ovviamente a cercare.
Notte a Ongii.
Trasferimento verso est, attraverso il verde opaco del Medio Gobi, e visita delle formazioni rocciose ultraterrene in granito di Ikh Gazriin Chuluu, una delle meraviglie naturali più affascinanti dell’intera Mongolia, che si estendono da ovest a est per oltre 20 chilometri.
Questo monumento naturale in pietra, sconfinatamente grande, raggiunge un’altezza massima di 1.706 metri.
Notte nei pressi di Ikh Gazriin Chuluu.
In questa giornata partiremo al sorgere del sole verso Choir, una città ultra-nostalgica piena di monumenti e memoriali di un’epoca passata di utopie infrante, tra cui una statua futuristica che commemora Jügderdemidiin Gürragchaa, il primo cosmonauta mongolo.
Da Choir proseguiremo poi verso la capitale, ma non disperate: prima di rientrare nel caos di Ulaanbaatar, faremo un’ultima sosta a Nalaikh per ammirare un altro surreale palazzo della cultura di sovietica memoria.
Un’ultima giornata intera a Ulaanbaatar per scoprire un lato nascosto della città, i cosiddetti quartieri ger. Ci concentreremo sul quartiere di Sukhbaatar, dove – accompagnati da una ONG locale – ci avventureremo nella “città di feltro” di Ulaanbaatar e incontreremo le persone che abitano le aree ger. Nei quartieri informali di Ulaanbaatar vive il 60% della popolazione della capitale, che a sua volta è il 50% dell’intera popolazione della Mongolia. Sono i quartieri ger la Mongolia più vera di tutte: l’incrocio (difficile, faticoso, segnato da ingiustizie) tra il patrimonio nomade e la moderna vita urbana.
Pomeriggio libero per gli ultimi acquisti e gran cena finale in uno dei tanti deliziosi ristoranti coreani della capitale – di cucina mongola ne avremo avuta abbastanza 😉
Notte a Ulaanbaatar.
Trasferimento all’aeroporto internazionale di Chinggis Khaan incluso per prendere il collegamento Air China per Pechino.
Volo consigliato Air China.
Fine del tour

Autisti e UAZ 4×4 privati che ci copriranno tutti gli spostamenti principali menzionati nel programma, dal giorno 3 al giorno 11 inclusi
I transfer da/per l’aeroporto per i voli consigliati
Il biglietto del treno per la tratta ferroviaria Ulaanbaatar – Darkhan
Tutti gli ingressi a musei, parchi o siti
Tutti gli alloggi dalla notte del giorno 2 a quella del giorno 12 inclusi (11 notti)*
Tutte le colazioni
Tutti i pranzi e le cene eccetto a Ulaanbaatar
*nelle zone rurali, la sistemazione sarà in ger condivisa con bagno in comune, una soluzione estremamente spartana per cui richiediamo forte adattabilità. Nei centri urbani (Ulaanbaatar, Darkhan, Erdenet), gli alloggi saranno in stanza doppia con bagno privato.
Il nostro valore aggiunto:
Tutte le spese, gli approfondimenti e la presenza h/24 di un coordinatore o coordinatrice Kukushka, dal giorno 1 al giorno 13 inclusi
Tutte le spese e l’accompagnamento delle guide locali Kukushka
L’assistenza remota h/24 di Kukushka, in caso di necessità
I voli aerei
Non sappiamo da che città vorrai partire o se vorrai aggiungere al tour qualche giorno di esplorazione in autonomia, cosa che consigliamo sempre. Ti aiuteremo però a scegliere la sistemazione voli più conveniente per te.
L’assicurazione sanitaria
Consigliamo Allianz, Europassistance e IATI.
L’assicurazione annullamento viaggio, che è consigliata.
Alcune assicurazioni sanitarie offrono anche l’opzione annullamento, per esempio IATI e Europassistance.
Pranzi e cene ad Ulaanbaatar
In Mongolia i pasti sono molto economici
Eventuali mance
È buona usanza usa lasciare una mancia alla guida e ai driver. Suggeriamo 30-50€ a persona da suddividere tra autisti e guida.
Tutto quanto non specificato ne “La quota include”
Acconto: 300€ al momento della conferma di prenotazione
Saldo: entro 60gg dalla partenza
Kukushka è una linea viaggi di Soviet Tours.
Vi consigliamo caldamente di stipulare una polizza di annullamento viaggio che copra il vostro annullamento del viaggio per cause esterne.
Consigliamo Allianz, Europassistance e IATI, a cui siamo affiliati e abbiamo un 5% di sconto. Tutte e tre le compagnie offrono anche la polizza annullamento viaggio, che in alcuni casi va stipulata in concomitanza con la prenotazione e/o con l’acquisto del volo aereo.
Il programma riportato in questa pagina corrisponde a un viaggio prodotto, organizzato e gestito in ogni suo aspetto da Soviet Tours di Gianluca Pardelli Einzelunternehmen (Glogauer Straße 32 – D-10999 – Berlin – GERMANIA – tax ID 14/466/02688 – VAT Nr. | USt-IdNr. DE326964370). I dettagli del viaggio sono riportati su questo sito in nome e per conto di Soviet Tours, referente per le adesioni e il pagamento dei servizi di seguito riportati.
I termini e condizioni del servizio sono qui in italiano oppure qui in inglese.
Necessario il passaporto con validità residua di 6 mesi all’ingresso, potrebbe essere accettato anche con soli 3 mesi di validità residua
Dal 2023 e fino alla fine del 2026, l’Italia è tra i 34 Paesi esentati dall’obbligo di visto all’arrivo. Per le altre nazionalità vi chiediamo gentilmente di verificare presso i siti dei propri ministeri degli esteri.
Fuso orario: nelle aree della Mongolia che visiteremo, il fuso orario è GMT +8, cioè +6h rispetto all’Italia quando da noi è in vigore l’ora legale
Le informazioni più aggiornate sono sempre su Viaggiare Sicuri e su UK Travel Advice

Il viaggio è aperto a tuttы, senza alcuna discriminazione o limiti di età, ma non è adatto ai bambini.
Ciò che ci unisce è la sete di conoscere attraverso l’esperienza, la voglia di immergersi fino in fondo in culture diverse, la capacità di mettere da parte i propri pregiudizi e le proprie paure per ascoltare l’altro per davvero.
Sono poche cose, ma radicali.
I tour come questo hanno ritmi intensi ma sono mediamente confortevoli: abbiamo minivan o mezzi 4×4 (a seconda del viaggio) a nostra disposizione, per ottimizzare i tempi e darci larga flessibilità in termini di deviazioni, visite, soste.
Nelle città più grandi (Ulaanbaatar, Darkhan, Erdenet), alloggeremo in hotel con stanze doppie con bagno privato. Nelle zone remote, dormiremo in campi ger più e meno spartani, con bagni in comune. Alcuni campi ger sono molto curati e confortevoli, altri, più piccoli e gestiti da famiglie, sono più rustici. È richiesta forte adattabilità sulla presenza di ger da 2/3/4 posti e bagni in comune.
Le nostre guide locali parlano inglese, più raramente italiano. Una conoscenza minima dell’inglese o del russo è molto utile, anche se non fondamentale: i nostri tour sono sempre coordinati da madrelingua italiano che parlano anche inglese e una o più lingue locali.
Per i pasti, solitamente ci organizziamo con pranzi veloci e senza pretese, e cene più tranquille in ristoranti (nelle città) o al campo ger (fuori dalle città).
Profondo rispetto e interesse per la cultura che incontreremo.
Flessibilità e adattabilità: uscire dalla propria zona di comfort è un valore.
Comprensione del contesto: viaggiamo lontano e molto lontano dall’Italia, dove cose per noi scontate lì non lo sono.
Curiosità: chiedete, ascoltate, interagite
Socialità: vivremo ogni esperienza come gruppo unito. Ogni persona contribuirà a rendere il viaggio unico con i suoi interessi, le sue conoscenze e la sua personalità.
Vestiti comodi, sia caldi sia leggeri, perché attraverseremo climi diversi
Scarpe comode o scarponcini con suola con buona presa sul terreno
Uno zaino o borsone con spallacci, i trolley non sono assolutamente adatti a questo tour
Una torcetta frontale da noi sempre amatissima, sia mai che finiamo a campeggiare in cima a un monte sotto una stellata ♥
Poco bagaglio, per rendere più fluidi gli spostamenti
Una lista dettagliata di tutto il necessario verrà inviata al gruppo prima della partenza
Le domande che ci fate più spesso su questo tour
In questo e altri tour in zone estremamente remote, tendiamo a includere tutte le spese inevitabili in loco: colazioni, tutti i pasti fuori da Ulaanbaatar, tutte le attività previste, ingressi, alloggi, spostamenti, di modo da partire senza pensieri, sapendo che non impazzirete con i contanti in loco. Rimangono esclusi i voli, l’assicurazione e i pasti a Ulaanbaatar (economici).
La Mongolia Kukushka è quanto più simile possibile alla Mongolia reale, veramente vissuta dalla maggioranza delle persone. Per questo includiamo due giorni nel bacino industriale del Paese e una mezza giornata di esplorazione dei quartieri ger di Ulaanbaatar, dove il 60% della popolazione vive in sobborghi informali con accesso limitato ad acqua e elettricità. Non mancheranno però giornate più classiche, dedicate alla Mongolia nomade, ai suoi immensi spazi aperti e allo stile di vita tradizionale diventato famoso in tutto il mondo.
Il tour alterna giornate più faticose, con molti chilometri di spostamenti su sterrato, a giornate più tranquille nella natura, dove rallentare un po’ e godersi gli spazi aperti e il silenzio.
Tendenzialmente no. Fuori da Ulaanbaatar e le altre (poche) città mongole, il tour si svolge largamente in aree molto remote, dove i pasti sono quelli cucinati dalle famiglie che gestiscono i campi ger in cui alloggeremo: le condizioni igieniche e la scarsa disponibilità di generi alimentari oltre alla carne, alle farine e ai latticini rendono la scelta alimentare estremamente limitata e povera di frutta e verdura. Consigliamo a chiunque, a prescindere dalla dieta, di portarsi qualche snack da casa per integrare i pasti già inclusi nel tour.

Con Eleonora Sacco, Manuel Mezzadra
Price2590€

