- Africa Occidentale

Benin
Con Gianluca Pardelli, Cristina Cassese
Price2190€
- 10 giorniBedrooms
- 6-14 PartecipantiBathrooms
Un viaggio intenso e delicato al contempo per scoprire un fazzoletto di terra piccolo ma variopinto, situato ben oltre il ciglio delle strade del turismo africano. Una terra di echi imperiali, storie rivoluzionarie, foreste primarie, matriarcati insulari e culture ancestrali che, come un interregno spazio-temporale, resta sospesa lungo le coste dell’Atlantico, quasi fosse in attesa del momento opportuno per prendere la rotta d’oltremare verso un futuro troppe volte promesso e mai mantenuto.
«Il nostro popolo, che si trovi nelle città o nelle campagne, conosce le promesse dei criminali colonialisti, ma soprattutto sa che la nostra dignità di popolo africano, la nostra lotta, l’indipendenza che abbiamo già vinto in gran parte della Guinea, non possono essere comprate»
– Amílcar Cabral
Quattro sono le Guinee su questa Terra. La più remota, ex colonia tedesca in Melanesia, condivide un’isola immensa con la provincia indonesiana di Papua e si è ritrovata, suo malgrado, a essere una meta d’eccellenza per la disdicevole pratica del tribal tourism; della Guinée-Conakry, periferia della Françafrique, gli ex colonizzatori sanno a malapena che il presidente-colonello Doumbouya si è sposato con una gendarme della Valle del Rodano; la Guinea Ecuatorial, bizzarra nazione ispanofona con una capitale ancora in costruzione, si contende, invece, il titolo di Corea del Nord dei tropici; mentre a quella che fu la Guiné, la Guinea dei portoghesi, è rimasto, infine, il dubbio onore e onere di primo narcostato d’Africa, i cui soventi golpe militari scandiscono il tempo con la stessa cadenza regolare della raccolta degli anacardi. Le etichette hanno, però, il duplice difetto di ingannare l’immaginario delle forme e coprire l’essenza delle sostanze. La Guinea-Bissau di gente tenace per la cui libertà il guerrigliero-intellettuale Amílcar Cabral ha dato la vita è un Paese di pacifici equilibri e sorprendenti eterogeneità etnico-culturali racchiuse in un territorio grande a malapena quanto il Belgio.
Perdendosi tra le architetture lusotropicali e le facciate di suave estilo português di Bissau vecchia, gustando un pastel de nata o una crocchetta di bacalhau alla Pastelaria Imperio o passeggiando tra il languore indolente del porto antico, è facile trovarsi a pensare d’esser capitati, fuori stagione, in qualche sonnolenta cittadina del Minho portoghese. L’incanto, o l’inganno, non viene neanche spezzato dalla carnagione degli abitanti – lo spirito della saudade risiede nel portamento lento e molleggiato, nella parlata suadente, in quei tá bom tá fixe cantilenanti, in quegli sguardi un po’ spenti dalla noia, un po’ accesi dall’audacia. Solo il fantasma della rivoluzione e i monumenti eretti alla sua imperitura memoria tradiscono la geografia del distretto storico della capitale. Eppure, basta allontanarsi di poco, tra il dedalo di vicoli del mercado de bandim e i quartieri informali alla periferia nord, per ritrovare le coordinate dell’Africa occidentale; e poi spingersi oltre, verso i forti del traffico di schiavi, le foreste di mangrovie e le commoventi litanie dei pescatori, per capire che il significante Guinea raccoglie in sé significati molteplici. Se si prende anche la via del mare, alla volta delle Bijagós, arcipelago di ippopotami marini e sacerdotesse-comandanti, si capirà che aldilà del significato rimane sempre qualcosa di ineluttabile e indefinibile, a cui bisogna soltanto credere, senza cercare di capire col comune ingegno, senza misurare col semplice metro, perché, come cantava Giovanni Lindo Ferretti: sul ritmo animale, nel ciclo lunare, matrilineare, dote primordiale…
«Per quanto sia profondo il tuo pozzo, esso non cuocerà mai il tuo riso»
– Proverbio guineano
Nel tour di apertura Kukushka del 28 novembre – 8 dicembre saranno presenti Cristina Cassese (antropologa ed esperta culturale della Guinea), Gianluca Pardelli e Eleonora Sacco (coordinator*).
Grazie a Gianluca Pardelli per la gentile concessione di alcune foto.


Eleonora Sacco è una viaggiatrice esperta di ex Unione Sovietica e fondatrice di Kukushka Tours.
È autrice di Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici, di Socotra. Viaggio sentimentale in un’isola impossibile e dei podcast Cemento e Kult. Di formazione linguista, parla inglese, russo, piange sulla grammatica araba e comunica a livello bazaar nelle lingue più improbabili, dal greco al georgiano. Di lei in Caucaso dicono «Eleanora – she likes to communicate».

Fotografo, autore, viaggiatore e mastro burattinaio dietro Soviet Tours. Vive a Berlino. Parla russo e pure qualche altra lingua.
Ha dedicato la sua esistenza all’ex Unione Sovietica. Non se n’è ancora pentito. Nonostante tutto.
*Consigliamo vivamente il volo diretto Bissau-Lisbona offerto dalla TAP che parte da Bissau OXB alle 14:15 e arriva Lisbona LIS alle 18:30

Il nostro valore aggiunto:
Acconto: 300€ al momento della conferma di prenotazione
Saldo: entro 30gg dalla partenza
Vi consigliamo caldamente di stipulare una polizza di annullamento viaggio che copra il vostro annullamento del viaggio per cause esterne. Consigliamo Allianz, Europassistance, Coverwise, IATI. Tutte le compagnie offrono anche la polizza annullamento viaggio, che in alcuni casi va stipulata in concomitanza con la prenotazione e/o con l’acquisto del volo aereo.
Kukushka è una linea viaggi di Soviet Tours.
Il programma riportato in questa pagina corrisponde a un viaggio prodotto, organizzato e gestito in ogni suo aspetto da Soviet Tours di Gianluca Pardelli Einzelunternehmen (Glogauer Straße 32 – D-10999 – Berlin – GERMANIA – tax ID 14/466/02688 – VAT Nr. | USt-IdNr. DE326964370). I dettagli del viaggio sono riportati su questo sito in nome e per conto di Soviet Tours, referente per le adesioni e il pagamento dei servizi di seguito riportati.
I termini e condizioni del servizio sono qui in italiano oppure qui in inglese.

Il viaggio è aperto a tuttы, senza alcuna discriminazione o limiti di età, ma non è adatto ai bambini.
È un viaggio che richiede forte adattabilità a contesti spartani, cibo semplice e infrastrutture minime, ma dai ritmi abbastanza rilassati e con momenti dedicati al riposo. È un viaggio affrontabile anche da chi segue una dieta vegetariana o vegana, ma sarà fondamentale essere flessibili quando non ci saranno alternative e portarsi del cibo da casa.
Ciò che ci unisce è la sete di conoscere attraverso l’esperienza, la voglia di immergersi fino in fondo in culture diverse, la capacità di mettere da parte i propri pregiudizi e le proprie paure per ascoltare l’altro per davvero. Sono poche cose, ma radicali.
I nostri tour sono mediamente confortevoli: abbiamo mezzi privati a nostra disposizione, per ottimizzare i tempi e darci larga flessibilità in termini di deviazioni, visite, soste.
Tendenzialmente alloggiamo in piccoli hotel e guesthouse familiari (a seconda della destinazione). Nelle zone più remote di alcuni tour, le stanze potrebbero essere multiple e i bagni in comune. È richiesta forte adattabilità su questo aspetto.
Le nostre guide locali parlano inglese. È fortemente consigliata una conoscenza anche minima dell’inglese, anche se i nostri tour sono sempre coordinati da madrelingua italiano che parlano anche inglese e una o più lingue locali.
Per i pasti, solitamente ci organizziamo con pranzi veloci e senza pretese, e cene più tranquille in trattorie, ristoranti o in guesthouse. Per semplificazione e dove non inclusi, i pasti si pagano alla romana e i conti si tengono su app come Tricount, Splitwise o simili.
Le domande che ci fate più spesso su questo tour
In piccoli hotel, in alcuni casi a gestione familiare, con stanze doppie/twin e bagno privato. Fuori da Bissau sono strutture semplici, ma abbastanza pulite e confortevoli.
Sì, il rischio di contrarre la malaria è molto alto in tutto il Paese e pertanto consigliamo vivamente di seguire un’adeguata profilassi (Malarone o simili). Informazioni più specifiche verranno fornite dopo la prenotazione

Con Gianluca Pardelli, Cristina Cassese
Price2190€